Schwangere Frau am Strand.

Libretto di gravidanza in Svizzera: quali documenti servono davvero ai futuri genitori – e cosa copre l’assicurazione malattia

In Svizzera non esiste un libretto di gravidanza ufficiale come in Germania, ma le donne incinte godono comunque di un’assistenza adeguata e di una copertura assicurativa. Una panoramica sulla documentazione relativa alla gravidanza, sulle prestazioni delle casse malati e sulle scadenze che le giovani famiglie dovrebbero conoscere.
 


Chi cerca informazioni sulla gravidanza nei forum o chiedendo alle amiche tedesche, prima o poi si imbatte nel termine «Mutterpass» e si chiede: dove lo trovo in Svizzera? La risposta breve è: da nessuna parte, perché il sistema sanitario locale non prevede un libretto di gravidanza ufficiale e uniforme a livello nazionale. La risposta lunga è più rassicurante: in Svizzera le donne incinte sono documentate in modo completo e godono di una copertura assicurativa superiore alla media – basta solo sapere quali documenti svolgono quale funzione e a quali prestazioni ha diritto la cassa malati. Questo articolo fa chiarezza per i futuri genitori.

 

Cosa è il libretto di gravidanza in Germania – e cosa lo sostituisce qui
 

In Germania le donne incinte ricevono un libretto standardizzato in cui vengono registrati tutti gli esami preventivi, i valori di laboratorio e i referti ecografici. In Svizzera, ginecologhe, ostetriche e cliniche ostetriche gestiscono questa documentazione elettronicamente nella cartella clinica; molti studi medici rilasciano inoltre un libretto di gravidanza o un libretto delle visite, in cui sono riassunti i dati più importanti – data prevista del parto, gruppo sanguigno, stato vaccinale, andamento dei controlli. Non esiste una regolamentazione uniforme; struttura e contenuto variano a seconda dello studio medico e del cantone. Per i viaggi, un cambio di studio medico o l’iscrizione alla clinica ostetrica, vale quindi la pena richiedere attivamente una copia dei referti più importanti: le pazienti ne hanno diritto, poiché il diritto di accesso alla propria cartella clinica è sancito dalla legge. Chi lo desidera può inoltre archiviare i referti nel dossier elettronico del paziente (EPD), rendendoli così accessibili a tutti i medici curanti.

 

Queste prestazioni sono coperte dall’assicurazione di base
 

L’assicurazione malattia obbligatoria considera la maternità alla stregua di una malattia: è quanto previsto dalla legge. In caso di gravidanza senza complicazioni, copre sette visite di controllo effettuate da un medico o da un’ostetrica, nonché due ecografie; in caso di gravidanze a rischio, il numero di visite e ecografie è di conseguenza maggiore. A ciò si aggiungono le analisi di laboratorio, il test del primo trimestre e – in caso di rischio elevato – ulteriori accertamenti prenatali, un contributo di 150 franchi per un corso di preparazione al parto tenuto da un’ostetrica, il parto stesso (a casa, in una casa di parto o in ospedale nel reparto comune di un ospedale convenzionato), l’assistenza da parte delle ostetriche durante il puerperio e tre consulenze sull’allattamento al seno. Anche una visita di controllo da sei a dieci settimane dopo il parto fa parte del pacchetto.

 

Il grande vantaggio: nessuna partecipazione ai costi
 

La cosa migliore è che per le prestazioni specifiche di maternità la franchigia, la quota a carico dell’assicurata e il contributo ospedaliero vengono completamente azzerati. Ma c’è di più: da alcuni anni le donne incinte, a partire dalla 13ª settimana di gravidanza fino a otto settimane dopo il parto, quindi anche per trattamenti che non hanno nulla a che vedere con la gravidanza, come un’influenza o una radicolite con causa coperta dall’assicurazione. Questa esenzione è automatica; vi consigliamo comunque di controllare i rendiconti delle prestazioni della cassa malattia: soprattutto in caso di cure nel primo trimestre o di rinvii degli appuntamenti, possono verificarsi errori che potete contestare.

 

Quando conviene stipulare un’assicurazione complementare – e quando è troppo tardi per farlo
 

Le richieste che vanno oltre il catalogo di base – reparto ospedaliero semiprivato o privato, libera scelta del medico per il parto, camera familiare, prestazioni ostetriche estese – rientrano nelle assicurazioni complementari ai sensi della LCA. Qui vale una particolarità che molte scoprono troppo tardi: per le prestazioni relative alla gravidanza e al parto, la maggior parte degli assicuratori prevede periodi di attesa da nove a 24 mesi. Chi è già incinta, di norma non può più assicurare il «comfort al parto»: dal punto di vista assicurativo, la pianificazione familiare va quindi affrontata all’inizio, non alla fine. Al contrario, vale la pena pensare al bambino fin da subito: iscrivete il neonato presso una cassa malati, se possibile, già prima della nascita. L’assicurazione di base è comunque tenuta ad accettare ogni bambino senza riserve, ma in caso di registrazione prenatale molte casse accettano anche assicurazioni complementari senza visita medica – un vantaggio che non potrà più essere recuperato in seguito, ad esempio se il bambino nasce con una malattia.

 

Indennità di maternità: il reddito dopo il parto
 

Da non confondere con la cassa malati è l’indennità di maternità prevista dal regime delle indennità di perdita di guadagno (IPG): le madri che esercitano un’attività lucrativa ricevono, dopo il parto, per 14 settimane l’80% del reddito medio da lavoro, entro un limite massimo giornaliero previsto dalla legge. I requisiti sono nove mesi di assicurazione AVS prima del parto e un’attività lavorativa di almeno cinque mesi in questo periodo; durante il periodo di indennizzo vige il divieto di lavorare nelle prime otto settimane dopo il parto. La richiesta va presentata tramite il datore di lavoro e la cassa di compensazione. Anche i padri, ovvero l’altro genitore, hanno diritto a un’indennità per due settimane di congedo, da fruire entro sei mesi dal parto. Queste prestazioni sono indipendenti dalla cassa malati: richiederle costa solo la compilazione di un modulo, dimenticarsene può costare diverse migliaia di franchi.

 

Lista di controllo pratica per i nove mesi
 

Primo trimestre: far confermare la gravidanza dalla ginecologa o dall’ostetrica, pianificare le visite di controllo, verificare le assicurazioni complementari della madre (in prospettiva: per il prossimo figlio), informare per tempo il datore di lavoro – al più tardi in vista delle disposizioni sul congedo di maternità sul posto di lavoro. Secondo trimestre: pre-iscrivere il bambino alla cassa malati prescelta, scegliere e prenotare il luogo del parto, prenotare il corso di preparazione al parto, organizzare l’ostetrica per il puerperio. Terzo trimestre: Raccogliere i documenti (libretto di gravidanza, tessere assicurative, libretto di famiglia o documenti per la registrazione dello stato civile), preparare la richiesta per gli assegni familiari, dopo il parto far confermare dalla clinica la registrazione allo stato civile e controllare la polizza definitiva del bambino. Con questo sistema, una raccolta di documenti ben organizzati sostituisce completamente il libretto di gravidanza ufficiale mancante.

 

Domande frequenti dei futuri genitori
 

Posso viaggiare in gravidanza? E quali documenti devo portare con me? In linea di massima sì, previo accordo con la dottoressa o l’ostetrica; a partire dall’ultimo trimestre, molte compagnie aeree richiedono un certificato medico aggiornato con la data prevista per il parto. Nella borsa vanno inserite la copia dei referti più importanti relativi alla gravidanza, la tessera sanitaria e – in caso di viaggi a lunga distanza – la polizza dell’assicurazione di viaggio; verificate la copertura per le complicazioni della gravidanza, poiché spesso è limitata a una determinata settimana. Posso cambiare ginecologa durante la gravidanza? In qualsiasi momento: gli esiti degli esami devono essere trasmessi al nuovo studio su richiesta e l’assicurazione di base copre i controlli indipendentemente da chi li effettua; nel modello a costo ridotto, verificate brevemente se il servizio di ginecologia è direttamente accessibile (nella maggior parte delle casse malattia sì). Cosa succede in caso di complicazioni? Dal punto di vista assicurativo, la gravidanza passa allora alla modalità «malattia», con controlli aggiuntivi prescritti dal medico, farmaci o ricovero ospedaliero – a partire dalla 13ª settimana anche questo per voi è esente da partecipazione ai costi. E come faccio a trovare per tempo un’ostetrica per il post-parto? Cercatela per tempo, idealmente nel secondo trimestre: gli elenchi dell’Associazione Svizzera delle Ostetriche e le piattaforme regionali di mediazione per il post-parto indicano le disponibilità; le visite a domicilio dell’ostetrica dopo il parto sono coperte dall’assicurazione di base senza partecipazione ai costi. Quattro risposte con un denominatore comune: chi chiarisce questi aspetti prima del terzo trimestre vivrà le ultime settimane in modo decisamente più sereno.

 

Conclusione
 

Il fatto che in Svizzera non esista un libretto di gravidanza ufficiale non è una mancanza, ma una peculiarità del sistema federale: la documentazione viene fornita dallo studio medico, dall’ostetrica e dalla clinica, mentre la copertura è garantita dall’assicurazione di base – in modo più generoso rispetto a quasi tutti gli altri gruppi diagnostici e, a partire dalla 13ª settimana, senza alcuna partecipazione ai costi. Chi, inoltre, conosce i periodi di attesa delle assicurazioni complementari, registra il bambino prima della nascita e richiede l’indennità di maternità, ha i documenti sotto controllo – e la mente libera per ciò che conta davvero.

Avviso legale: il presente articolo ha scopo puramente informativo (aggiornato a luglio 2026) e non sostituisce una consulenza individuale. Fanno fede le disposizioni di legge (in particolare LAMal, OAMal e LMP) nonché le basi contrattuali dei rispettivi assicuratori.

 

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